martedì 28 maggio 2019

Intervista a Walter Duprè - Autore di Nigredo





Inauguriamo la rubrica #incontralautore con l'Intervista a Walter Duprè, il giovane autore di Nigredo, un fantastico Fantasy edito da Lettere Animate, la recensione la trovate qui: Recensione "Nigredo" --> Nigredo su Amazon











1. Il genere di cui ti occupi al momento è il fantasy. Qual è il motivo di questa scelta?
R – Principalmente per la libertà. Tralasciando le sottocategorie, il Fantasy è l'unico genere
che lascia una libertà totale d'immaginazione, permettendoti di trovare da solo i paletti nel quale
delineare la realtà che ti sei creato nella mente. Poi, ovviamente, la responsabilità è da trovarsi
anche in una buona parte di cartoni animati, libri e fumetti con i quali sono cresciuto da bambino.
Tanto per citarne uno, se non ci fossero stati Gourry e Lina di Slayers nella mia infanzia, io ora non
avrei trattati di esoterismo e spade medievali in bella mostra in salotto.

2 - Da dove nasce l’esigenza di scrivere?
R – Credo che la risposta a questa domanda possa avere per ogni scrittore solo due scelte. La
prima è che si scrive perché si ha qualcosa da raccontare. La seconda, invece, è semplicemente per
dare sfogo al proprio bisogno di evadere.

3 - Esiste un libro che ha avuto una grande influenza nella tua vita? C'è uno scrittore che consideri il tuo mentore?
R – Non esiste un unico libro al quale io mi voti e che osanni. Ogni libro ha i suoi pregi e i
suoi difetti, così come ogni storia presenta delle parti che io avrei sviluppato in maniera diversa
rispetto all'autore, e penso sia una cosa che fa ogni lettore. Ogni mondo creato dall'immaginazione
di uno scrittore è come un piano di esistenza al quale appartenere. E avendo la possibilità di
viaggiare tra essi, non sento il bisogno di legarmi ad uno soltanto. Non avverto la necessità di stilare
una lista dei miei libri preferiti. Ci sono momenti in cui mi trovo a casa nella Parigi di Süskind, o
stranamente a Derry, nel Maine; volte in cui ho bisogno di immaginarmi nella terra di mezzo, a
perseguire un ben preciso scopo, o altre in cui la cosa più felice che posso immaginarmi è tornare
ragazzino ad Hogwarts. Non mi piace sentirmi limitato. Per quanto riguarda lo scrittore, invece, al
primo posto c'è e sempre ci sarà il Maestro Edgar Allan Poe. Con lui sono gioie e dolori con
maggiore attenzione a quest'ultimi, ma nessuno lo leverà mai dal trono dove l'ho messo (e dove,
immagino, non avrebbe mai voluto trovarsi).

4 - Qual è il suo pubblico ideale? A che lettore pensi quando scrivi?
R – Mi capita raramente di pensare ad una tipologia di lettori. So di aver scritto un libro
particolare sia per la forma della storia, sia per lo stile di scrittura e sapevo già in anticipo che non
avrebbe incontrato il favore di un vasto pubblico. Il fatto principale è che io scrivo per me stesso.
Ovviamente, quando la tua opera viene apprezzata provi orgoglio, ti senti appagato, ma la
soddisfazione principale la percepisci quando, al termine di un capitolo, mentre finalmente stai
digitando il punto dopo l'ultima parola, ti lasci andare per un istante, guardi lo schermo davanti a te,
poi la stanza in cui ti trovi, e i nervi si distendono come se dalla tua mente partisse una sorta di
cascata lavando via ogni pensiero, ogni sensazione. E ti senti bene, semplicemente.

5 - Stili una scaletta prima di scrivere un romanzo o un racconto o vai dove ti porta la storia?
R – Mi lascio completamente trasportare. Nigredo stesso, così come tutta la storia che c'è
dietro, è nato per caso, per noia. Non ho mai avuto in mente di scrivere un libro. Suonavo, suono
tutt'ora, adoro la musica e ho sempre avuto diversi interessi ma scrivere non lo avevo mai
sperimentato. È venuto da sé, non saprei nemmeno dire come. Ed ora, come allora, semplicemente
apro un foglio di testo e inizio a buttare giù qualcosa. Il tempo per riordinare i capitoli, sistemare la
storia e collegare le vicende me lo riservo per dopo.

6 - Quali sono le difficoltà più grandi che hai incontrato?
R – I vuoti. Ci sono dei momenti – a volte intere settimane – che mi siedo davanti al foglio
di testo, con la mia bella pila di appunti in parte, i miei taccuini, i miei libri sull'esoterismo, la
simbologia, le pratiche tribali e quant'altro, e semplicemente guardo lo schermo. Scrivo, cancello,
riscrivo, impreco. Qualcosa viene fuori, non è proprio un vero e proprio blocco. Basta mettercisi e
qualcosa viene sempre fuori. È il come queste parti della storia vengono fuori, che non mi soddisfa.
Sono momenti vuoti, che fanno perdere il filo di tutto. Come se la storia fosse lì pronta a balzar
fuori e ad imprimersi sulle pagine muovendo le tue dita a suo piacimento ma semplicemente, per
stizza, non lo fa. Come volesse prenderti in giro.

7 - Quanto di te è presente in questo libro?
R – Parecchio. Sono sempre poco sicuro di quanto di me stesso dovrei metterci ma alla fine,
quando crei qualcosa, di qualunque forma d'arte si tratti, se ci hai messo anche solo una minima
parte di te stesso, finisce per risucchiarti interamente. E quando te ne accorgi, ormai è troppo tardi.

8 - Ti sei documentato per scrivere i dettagli del romanzo?
R – In maniera ossessiva. Nigredo ha impiegato quasi sei anni della mia vita per essere
completato. Tralasciando il lavoro, la famiglia e il tempo che la vita normalmente ti porta via, ho
passato intere nottate con un foglio bianco ridotto ad icona con un solo paragrafo scritto sopra e
dalle dodici alle trenta pagine internet aperte su un argomento del quale volevo approfondire ogni
singolo aspetto. Sono un maniaco dei dettagli, non lo nascondo.

9 - Qual è il commento peggiore e il migliore che hai ricevuto sul tuo libro?
R – Il peggiore commento, che poi io ritengo assolutamente valido, è che Nigredo non porta
a nulla. Mi spiego, l'incipit – così come il riassunto – fanno presagire un qualcosa che realmente in
Nigredo non c'è. È complicato spiegare che questo primo libro fa parte di una storia più grande e
che volevo prendere le cose con calma, lasciare spazio e tempo alla storia per evolversi
naturalmente. Nigredo, lo dico sempre, non è che un preludio. Quattrocento pagine di preludio. Ne
convengo, è obiettivamente troppo, ma quando mi sono posto la domanda se seguire il mio istinto o
seguire ciò che era giusto fare, ho pensato che in primis avrei dovuto essere soddisfatto io di quello
che scrivevo, avessi dovuto anche rischiare di non fare un buon lavoro. Questo sicuramente è il
dubbio più grande che io abbia ancora riguardo alla mia opera. Perlomeno, qualcuno lo commentato
scrivendo “ha il sapore delle grandi saghe”.

10 - Quali sono invece i progetti che hai nel cassetto e che vorresti poter realizzare a breve?
R – Come detto sopra, Nigredo non è che un preludio ad una storia più grande, una storia
che è tutta già pronta, mentalmente parlando. Sono già al lavoro sul secondo libro, che sarà la
naturale continuazione ma, purtroppo, non la fine. Non so quanti libri mi ci vorranno a scrivere
tutto, mi sono certamente dato un numero, ma le storie sono prive di vincoli e mutevoli. L'unica
cosa che spero veramente è di riuscire a finirla in tempi accettabili.



Spero che questa intervista possa stimolare il vostro interesse verso questo giovane autore che ha creato un mondo fantastico e ha ancora molto da dare.
Se siete curiosi trovate il link al libro qui -->  Nigredo

sabato 25 maggio 2019

Recensione - Nigredo



AUTORE - Walter Duprè
EDITORE - Lettere Animate
GENERE - Fantasy
PAGINE - 434
PREZZO - 16,00€ disponibile in ebook 



TRAMA

Se la possibilità di modificare la realtà in tutto e per tutto fosse sotto il tuo dominio, come ti comporteresti? Se per farlo bastasse un semplice accordo vocale, un preciso canto, a cosa daresti vita?È da questo che dipendono i Grigori, setta animista volta a carpire i segreti della creazione. La loro storia qui, inizia dalla loro caduta e, con essa, la caccia di chi come loro brama la chiave per modificare la realtà. Quando un Canto genera qualcosa di ingestibile e le forze in gioco si adoperano come qualsiasi essere vivente minacciato dalla natura stessa, un intricato arabesco lega al Fato ambiziosi ritualisti e osservatori silenti, tutti in attesa del momento in cui il testimone sarà lì, alla mercé di chi riuscirà a prenderlo in consegna e coglierne il potere.




RECENSIONE 


«.l’Akasha, dunque, è energia.È ciò che esiste al di là della mera fisicità.Filamenti di vita invisibili che sorreggono leggi più complesse di quelle del mondo fisico.Fluisce dentro e fuori dai nostri corpi inebriando quella sfaccettatura dell’essere a cui è stato dato il nome di “anima”.»


La scrittura e il linguaggio sono molto ricercati, dettagliati, il livello è davvero molto alto e ciò mi ha piacevolmente sorpreso; nonostante ci troviamo di fronte ad un autore emergente, si nota una cura nei dettagli anche stilistici degni di nota che non mi sarei mai aspettata.
Ad un occhio non attento la narrazione può sembrare a tratti lenta,per chi non è abituato a leggere i fantasy, ma è lo stile dell autore a scandire il ritmi, con una scelta ben precisa.
Credo che nulla sia lasciato al caso, il dettaglio che ho apprezzato maggiormente è proprio la dedizione che traspare da questo lavoro che mi ha decisamente affascinata; la scelta di rivelare alcune cose e tacerne altre, spinge il lettore ad ingegnarsi e a tentare di capire cosa c'è sotto e cosa accadrà.


E' raro imbattersi in un emergente cosi interessante, quindi grazie a Lettere Animate e a Walter Duprè per avermi davo la possibilità di conoscere questo fantasy così unico e particolare.
Questa scoperta mi ha davvero migliorato la giornata, per cui non posso che consigliarlo in attesa del seguito.
Unico appunto che posso fare da amante del genere, avrei adorato la presenza di una mappa.


"Ed è per questo che ancor oggi le gesta dei Grigori vengono narrate ai giovani affinché i loro valori, i principi a cui facevano fede e non la potenza di cui disponevano, vengano ricordati e imitati emulando simbolicamente l’immenso sacrificio da loro compiuto senza un solo istante d’esitazione.Poiché in ogni angolo di mondo esiste del buono e spetta a noi preservarlo raccogliendo la loro eredità.»

/5


venerdì 24 maggio 2019

Recensione Incantesimi Nelle vie della memoria - Giuseppe Gallato - Caravaggio Editore



AUTORE - Giuseppe Gallato
EDITORE - Caravaggio Editore
152 pagine
Ebook 5.99€  Copertina rigida 10.96€

Qui il link diretto per acquistarlo --> Incantesimi - Nelle vie della memoria


Come potrei meglio descrivere questa raccolta se non con le parole stesse dell'autore, sono “Racconti dalle trame insidiose come il caleidoscopio dei sentieri dell’animo umano, che oscillano senza sosta tra le pulsioni più buie e le passioni più pure, che si sviluppano sul margine sottile di quella linea astrale-onirica dove condizionamenti psicologici, esperienze di vita e paure si fondono a vari livelli.”

“Questo viaggio è memoria…
 Questo viaggio è realtà…
 Questo viaggio è illusione…”

Ogni racconto ci catapulta in un mondo a metà fra l onirico e il reale, dove incontriamo vari stile di “fantasy classico” quali l High e l’Heroic fantasy, con un pizzico di fantascienza, lo stile da quest alla d&d con una realtà più eterea e complessa, e allo stesso tempo affascinante e sfumata, ogni storia segue questo filo conduttore, un filo che ci porta in mondi diversi ma sottilmente collegati dalla presenza di questa realtà sospesa.

«Concentrandosi troppo sui dettagli si rischia di perdere la visione d’insieme» annuì sconfortato il dottore, mentre le passava un bicchiere d’acqua e una compressa. «Più ci si addentra nella personalità e nei pensieri di un uomo, più si spalancano mi-steri e incognite da risolvere.»

Sono estasiata da questa lettura, non avevo mai apprezzato così tanto una raccolta di racconti fantasy. Nonostante dopo il primo racconto si capisca la presenza di questo dualismo di mondo reale e mondo sospeso, nessun momento è prevedibile, i colpi di scena sono sempre imprevedibili ed è un dettaglio assolutamente non trascurabile.

“Assimilare l’Incantesimo voleva dire acquisire l’ultima localizzazione riflessiva interiore, estendere la coscienza fino ai limiti della coscienza stessa. Un potere ultimo che avrebbe consentito a un Viaggiatore non solo la piena padronanza del proprio mondo onirico, ma di tutti quelli esistenti.”

Consiglio questa raccolta soprattutto a chi non si è mai approcciato al genere, in quanto i vari racconti ci mostrano tante sfaccettature di quello che è il meraviglioso genere fantasy, molto spesso troppo stigmatizzato ed etichettato come genere per ragazzi, un genere spesso bistrattato ma che include mondi incredibili creati spesso da menti geniali e dall’immaginazione più vivida che esista, e questo, a parer mio, non può che essere il miglior genere esistente.

“Qual è la relazione che, in tale contesto, intercorre tra realtà e sogno? Da una parte queste due sfere appartengono a dimensioni diverse, antitetiche, mentre dall’altra non smettono mai di ricercarsi, di riflettersi in modo ininterrotto, come in un eterno gioco di specchi. Due facce della stessa medaglia che si sfiorano, si sfidano senza sosta, ognuna perseguendo il proprio indipendente moto creativo. Forze che si imitano tra esaltazione e reticenza, dove l’attore umano si racconta, si plasma, si crea e si ricrea attraverso un incessante fluire di percezioni.” 

.5/5



martedì 14 maggio 2019

Angeli e Demoni - Recensione di @raccontiamolibri


Si snoda per Roma la trama di questo incredibile romanzo, dove la corsa contro il tempo, che non lascia la possibilità di respirare fra una parola e l'altra, si rilassa nella città eterna: descrivendo, sempre con il pizzico di suspence distintivo di Dan Brown, le meravigliose chiese e piazze della capitale.



Trama: 

Robert Langdon, esperto americano di simbologia religiosa, viene svegliato nel cuore della notte da una chiamata. Dall'altra parte del telefono, impaziente e scorbutico come sempre, si trova Maximilian Kohler, preoccupato ordina al professore di raggiungerlo al CERN di Ginevra. 
Il professor Langdon, nonostante non conoscesse quell'uomo burbero, obbedì e andò al CERN, lì viene coinvolto in delle indagini su un omicidio, un fisico prete è appena stato ucciso, e sul petto porta un incisione, il simbolo degli Illuminati.
La vittima aveva una figlia, Vittoria Vetra, ed insieme stavano lavorando ad un progetto top secret. Al momento dell'uccisione Vittoria si trovava alle Canarie, lei ancora non sa niente. 
Vittoria e Langdon per seguire le tracce degli Illuminati, setta anti-religiosa che il professore dava per scontato che fosse stata chiusa nel 1600, gireranno le piazze, seguiranno gli indizi seminati in antichità dai grandi artisti della storia, fino ad arrivare alla soluzione del mistero.





Opinione:
Come ormai Dan Brown ci ha ben abituato anche questo è un capolavoro. Maestro di suspense e mistero ha messo tutto il suo impegno in questo libro, che personalmente adoro. Intreccia insieme l'amore, il mistero, la cultura e la magia della città eterna creando un vero bestseller. Riesce a toccare con estremo tatto anche momenti più cauti e tristi, un esempio può essere il momento in cui Langdon e Kohler comunicano a Vittoria la morte del padre. Inoltre crea scene di flirt, amore e passione che, anche se personalmente non sono un amante di romanzi rosa, appassionano e coinvolgono il lettore, trasportando ancora una volta nel loro mondo.
In un sunto generale, è un libro che consiglio vivamente per tutte le età, un giallo leggermente violento in alcune parti, che lega la sua trama con una meravigliosa storia d'amore, non solo quella fra i personaggi ma anche quella con i personaggi, infatti il lettore vi posso assicurare che il lettore si innamorerà di quest'ultimi come è successo a me.






Ringrazio tutti i lettori per avermi dedicato un po' del loro tempo. Inoltre ringrazio Fenice fra le pagine per avermi ospitato sul suo blog, sperando che questa sia solo la prima di tante collaborazioni. Inoltre vi invito a dare un'occhiata al mio instagram @raccontiamolibri, dove pubblico recensioni e tengo rubriche anche di letteratura classica. 
Ciao!

Alessandro Cuomo


sabato 27 aprile 2019

BLOGTOUR - Linkedizioni - Paola di Martino - Resta ancora un po'






''Un giorno di questi, scrivimi che hai voglia di sentire la mia voce, chiedimi di chiamarti, restiamo un'ora, due, ma se vuoi anche di più a chiacchierare, a raccontarci cose che nessuno dei due è sicuro di voler raccontare per non risultare banale. Raccontiamoci e ricordiamo di quei giorni al mare, e dimmi che ti manca ogni cosa, anche la mia stupida risata che tanto prendi in giro. Dimmi cos'hai pensato, quando per inutili discussioni facevo l'offesa o ti urlavo contro. Dimmi se ti piacerebbe, vivere tutta la vita come quei venti giorni, perchè a me piacerebbe averti ogni giorno fisicamente presente nella mia vita. Perché a me piacerebbe moltissimo aprire gli occhi e averti li, a qualche centimetro da me.”





 

TRAMA

Quando si tuffa Asia si sente libera. A ventitrè anni la vita la conosce poco, non è il mare che la solleva in superficie, la vita la attraversa, lo studio, le uscite con le amiche, un grande sogno da realizzare, fare la giornalista perchè c’è ancora molto da raccontare. La felicità costa coraggio, lei è determinata, pure tanto fragile, e la voglia di credere nella la felicità non prevede ancora una persona con cui condividerla, forse non è ancora pronta a volare, a sporgersi senza tremare. Ma qualcuno entrerà all’improvviso nella sua vita, scombussolando i suoi piani, piccola in una stanza enorme ancora da scoprire, conoscerà Samuel, un ragazzo con il mondo in tasca e sempre pronto a mettersi in gioco. Giorno dopo giorno la loro amicizia si trasformerà in qualcosa di più, con il tempo riusciranno a creare un legame indissolubile, ma c’è una distanza da colmare, incomprensioni, ricordi sfocati da restituire. Asia non può più aspettare,  deve imparare a proteggere le cose preziose, ritrovare la strada del cuore, ricordare che anche se costretti a separarsi e a percorrere strade diverse c’è da riprendere una storia da dove è stata lasciata. Destinati a stare insieme? A volte solo il tempo è capace di unire ciò che in un primo momento la paura ha tenuto lontano.



La persona di cui ti innamori non è necessariamente la più bella, o la più gentile, la più intelligente.
E’ una persona come tante altre, è una di quelle che a prima vista magari non hai neanche notato, che al
primo incontro non ti ha colpito particolarmente e che alla prima parola non ti ha fatto venire il batticuore.
Un giorno però ti svegli, e ti rendi conto che quella persona per te significa il mondo. Che dietro quello
sguardo per tutti insignificante, per te c’è racchiuso un universo. Che quel sorriso che magari non è niente
mie promesse sono promesse...mica...» «Mica come quelle dei marinai, lo so, me lo ripeti sempre. Io ti
di speciale, è diventato anche il tuo sorriso. E che nonostante tutto, a quella persona tu daresti l’anima.
«Tornerai veramente?» gli domando con un filo di voce. «Ma certo Stupidina che tornerò. Lo sai che le
aspetterò, io ti aspetto. Sono qui. Non mi muovo. Non vado da nessuna parte.»

Questo libro mi coinvolge in prima persona, leggerlo mi ha fatto tornare indietro nel tempo, ad un amore a distanza con un militare, leggerlo è stato davvero un tuffo al cuore.
Gli eventi casuali possono davvero cambiarti la vita, la distanza può farti capire cosa e chi è veramente importante e l'amicizia, quella vera,  è uno dei bei più preziosi che esista al mondo.
Questa storia ci fa riflettere proprio su questi punti fondamentali e ci fa porre molte domande, fra le quali la più importante "l'amore vince davvero su ogni cosa? é capace di superare ogni ostacolo?"
Riusciamo ad immedesimarci nella protagonista, Asia una ventitreenne forte e coraggiosa, ma con un'anima fragile e pura, viviamo insieme a lei la sua storia con il bel Samuel, guardiamo attraverso i suoi occhi e la sua pelle la creazione di quel legame così forte e incorruttibile.
Capiremo che l'Amore e l'Amicizia, sono un bene puro che alla fine vince sempre, ma non voglio anticiparvi altro.

/5

Vorrei ringraziare ancora Paola e Linkedizioni per la fiducia che hanno avuto in me 


venerdì 5 aprile 2019

Chi è Ken Liu? Guida alle Nuove uscite Oscar Fantastica

Buongiorno Readers! Ormai saprete che la Oscar Fantastica si arricchisce di nuovi e succosi Titoli ogni giorno, e noi amanti del Fantasy non possiamo che venerare la Mondadori per le Gioie che ci regala.
Non vi sarà sicuramente sfuggito il seguente annuncio:



Ma di cosa si tratta?
Molti ancora non conoscono Ken Liupseudonimo di Liu Yukun , scrittore e traduttore cinese naturalizzato statiunitense, di fantascienza e fantasy, vincitore di numerosi premi fra cui 3 Hugo Awards, 1 Nebula Awards e 1 World Fantasy Awards.
Liu ha anche scritto per lo Star Wars Universe nel 2017 con il suo - The Legend of Luke Skywalker.
Dopo una lunga e prolifica carriera da scrittore di racconti, è approdato nel mondo del Fantasy Epico, appunto con - The Dandelion Dynasty -  al momento composta da :
  • The Grace Of Kings (2015)
  • The Wall of Storms (2016)

Ed è proprio questa la fantastica opera che la Oscar Mondadori ha deciso di regalare ai lettori italiani, e noi non possiamo far altro che continuare a ringraziarli per tutte queste perle che altrimenti sarebbero rimaste nell'oblio delle opere non tradotte.



Vi lascio un piccolo accenno sulla trama del primo libro, La Grazia dei Re, sperando che vi incuriosisca:

Due uomini si ribellano alla tirannia, per poi diventare rivali.
Wily è un affascinante Kuni Garu, un bandito, e l'impavido Mata Zyndu, figlio di un duca deposto, sembrano essere due persone completamente opposte. Eppure, nella rivolta contro l'imperatore, i due diventano rapidamente migliori amici dopo una serie di avventure che li vedono combattere contro vasti eserciti e divinità mutaforma. 
Una volta che l'imperatore è stato deposto, tuttavia, ognuno di loro si ritrova a capo di due fazioni opposte, con idee molto diverse su come il mondo dovrebbe essere gestito e sul significato di giustizia.


Amanti di intrighi e azione saranno sicuramente entusiasti di queste nuove uscite, non ci resta che inserirli nella nostra wishlist e attendere pazientemente il 2020.





mercoledì 3 aprile 2019

Il Viaggio degli Eroi I - Il Giuramento

IL VIAGGIO DEGLI EROI - IL GIURAMENTO


Oggi vi parlerò della mia ultima lettura,
si tratta di un Epic Fantasy in piena regola,
scritto da Cristian Taiani.


La Guerra Sanguinosa, è stata la piu grande guerra che le Sette terre abbiano mai visto, dove umani ed elfi si unirono per sconfiggere e cacciare il Senza Nome; dopo Venti Ere, il Male è tornato tra le strade di Radigast.Talun, è un giovane mago mingherlino, istruito dal suo mentore e amico, il Preside dell’accademia di magia, Searmon; e Rhevi, è una bellissima mezz’elfa che sogna di allontanarsi dalla città e dalla locanda dove lavora con il suo amato Nonno; locanda dove i due si conoscono e si ritroveranno di fronte ad un misterioso uomo che gli farà intraprendere un lungo e faticoso viaggio sotto un giuramento che è più simile ad una maledizione. Al duo si unirà il misterioso guerriero dagli occhi scarlatti, Adalomonte, che non ricorda nulla della sua vita e del suo passato. I tre sfideranno il destino in un lungo viaggio alla ricerca della libertà, fra magie, creature fantastiche e vari ostacoli.


Ormai saprete che il fantasy, soprattutto nella sua accezione classica è il mio genere preferito, quindi non potevo non leggere questo piccolo gioiellino. I personaggi sono ben strutturati, si evolvono e impariamo a conoscerli meglio durante il viaggio, la trama è ben strutturata ed accattivante, il ritmo incalzante e mai troppo lento; anche lo stile si migliora e matura insieme ai personaggi, pur restando semplice e mai pesante, le descrizioni dei luoghi fantastici sono dettagliate e impreziosite da particolari che riescono a catapultare la mente nei Sette Regni - io ho adorato la foresta di Vesve.Un messaggio che ho letto fra le pagine è che anche nei momenti più duri, quando tutto sembra buio e oscuro, possiamo ritrovare dentro di noi la forza di non arrenderci, di non mollare, qualunque sia il percorso che abbiamo deciso di intraprendere nella nostra vita, ci si mostreranno ostacoli, ma solo arrivando fino in fondo le nostre “gesta saranno ricordate”, lo spirito di rivalsa traspare fortemente e l’ho apprezzato particolarmente.



Ho adorato le vicende nel deserto di Azir; ho apprezzato che i grandi sacrifici abbiano temprato il personaggio che apprezzavo meno, rendendolo più forte e maturo, l'eroe che meritava di essere.Il mio debole per il lato oscuro mi ha fatto adorare Ado alla follia,il suo lato forte e burbero però si unisce anche ad un'inaspettata dolcezza, è sicuramente lui il mio personaggio preferito.



Ho adorato il lato jokeriano di uno dei villain migliori che potessi incontrare, l ho odiato e amato allo stesso tempo con ogni fibra del mio essere.Si nota un’ispirazione data dal fumetto, dai classici del fantasy, un briciolo di science fantasy, ma anche tanta originalità che rendono questo primo libro un piccolo gioiellino che mi ha piacevolmente sorpreso.

 Cos’altro aggiungere, se non che

auguro tanta fortuna

a Cristian e che aspetto ovviamente il seguito.


 🐱🐱🐱🐱/5